“Mi ha lasciato sei mesi fa per un’altra, spero ancora che ritorni da me”

“Abbiamo avuto una breve relazione, poi ci siamo lasciati, io mi sono sposata ho avuto tre figli. Dopo il divorzio qualche volta ci siamo risentiti, sono passati 16 anni ma ancora questa persona è il centro della mia vita ma io non lo sono della sua”

“Ho iniziato una relazione con una nuova ragazza ma non va per niente bene, mi sento ancora legato a lei, sono quasi ossessionato, non riesco a dimenticarla, mi perdo nei pensieri”

“Ogni mattina mi sveglio e controllo tutti i social per vedere cosa ha fatto, sono passati già tre anni ma è come se fosse ieri, guardo spesso il telefono e desidero tanto che arrivi una sua chiamata”

“Spero, spero sempre che ritorni da me, come si dice la speranza è l’ultima a morire”

Premessa

Se vi siete ritrovati in alcune di queste affermazioni rilassatevi e fate un bel respiro perché siete in buona compagnia ed esiste anche il modo per uscirne.

Questo articolo tratterà delle relazioni che sono già finite ma che ci legano ancora e ci impediscono di andare avanti liberamente anche se l’identikit del nostalgico (dal greco nòstos  tornare a casa e algia per algos dolore, tristezza) è molto simile o meglio coincide con quello delle persone che hanno delle grosse difficoltà a chiudere dei rapporti che sono insoddisfacenti o addirittura deleteri.

Libero subito il campo da una questione di genere: anche se molto spesso le persone che chiedono aiuto per questo tipo di problematica sono donne, gli uomini ne subiscono gli effetti allo stesso modo e con caratteristiche e modalità del tutto simili. Probabilmente l’unica differenza sta nel fatto che nella nostra società è più accettabile attribuire le “sofferenze d’amore” all’immagine idealizzata della donna e meno a quella dell’uomo.

Il fenomeno del “mal d’amore”


Notti insonni, senso di vuoto continuo, smarrimento, incapacità di godere dei momenti di relax con gli amici, pensieri rivolti costantemente alla persona che abbiamo perso, desiderio costante di sapere cosa sta facendo o pensando l’altro/a, paura per la perdita del controllo sulla persona amata, crisi di pianto frequenti, spossatezza, senso di sradicamento e mancanza di forza vitale, percezione di se stessi come alieni in un mondo di persone felici e realizzate a livello sentimentale, sensi di colpa e ricorrenti riflessioni su cosa si è sbagliato, senso di inferiorità e progressiva svalutazione di se stessi, costante speranza di un possibile ritorno alimentata da fantasie slegate dalla realtà, frequente abbandono al ricordo dei bei momenti passati con la persona amata: questi sono alcuni tra gli elementi più comuni che caratterizzano il mal d’amore.

Identikit del nostalgico

Cercherò adesso di tracciare dei tratti comuni della personalità del nostalgico. Se vi sentite vicini a molti di questi aspetti probabilmente rientrate in questo profilo.

  • Emotività
  • Umore variabile che alterna momenti di esaltazione a momenti di tristezza
  • Tendenza alla malinconia
  • Tendenza a rifugiarsi nel passato attraverso la sua edulcorazione. I ricordi vengono ripuliti dagli aspetti negativi diventando un luogo magico in cui ritirarsi ma al contempo però la nostalgia di questo posto perfetto non fa che aumentare il senso di perdita e la tristezza del presente. 
  • Difficoltà a tagliare una relazione non appagante. Nella storia dei nostalgici ci sono spesso relazioni che si sono protratte a lungo anche quando erano chiaramente concluse. Inoltre dopo la fine della rapporto c’è stato un momento di forte sofferenza che si è poi concluso solo dopo l’inizio di una nuova relazione.
  • Poca autostima. Non avere stima di se stessi significa non riusce ad amarsi. Le persone che vivono questa mancanza non riescono a stare da sole e hanno necessariamente bisogno di iniziare una relazione da cui dipendere. L’amore che non sanno darsi viene quindi attinto dal proprio partner.
  • Paura del vuoto. Pensare che tagliando con la persona poi dopo non esista più nulla. Perdere il legame equivale a perdere tutto. Dopo la perdita, il senso di vuoto diventa sempre più incessante e getta in uno stato di angoscia e confusione perenne.
  • Negazione degli aspetti negativi dell’ex che adesso appare come come un essere divino. Effetto quindi distorsivo che da lontano (separazione) fa apparire l’altro perfetto e desiderabile mentre da vicino (relazione in corso) lo fa sembrare pessimo e insopportabile.
  • Co-dipendenza. Tendenza a scegliere partner dipendenti da sostanze o con gravi patologie in modo da poter concentrarsi esclusivamente su di loro e ignorare completamente se stessi.
  • Chiedersi sempre “cosa ho sbagliato” all’interno della relazione. L’ottica è quella della sottomissione e cioè cercare costantemente come appagare l’altro dimenticandosi di se stessi.
  • Senso di colpa frustrante
  • Difficoltà a definire i propri confini, tendenza a farsi invadere, incapacità a dire no alle richieste di aiuto degli altri.
  • Bisogno di relazioni adrenaliniche. Molto spesso la tendenza alla malinconia e alla bassa energia porta a desiderare situazioni eccitanti. Quindi partner impossibili, distaccati evitanti, relazioni drammatiche, caos, litigi furiosi e violenti, riappacificazioni, problemi di droga, alcol o dipendenza da gioco e problemi economici tengono alta l’eccitazione e evitano di sentire le proprie emozioni negative. Le relazioni invece con soggetti tranquilli fanno emergere al contrario un forte senso di noia e piattezza che potrebbe portare velocemente a una rottura già nelle primissime fasi di conoscenza reciproca.
  • Mancanza di accettazione di se stessi
  • Mancanza di accettazione del partner. Si attuano infatti tutti gli stratagemmi possibili per farlo cambiare ma nel caso in cui dovesse veramente verificarsi un cambiamento si inizierebbe a perdere interesse verso la persona amata (non sarebbe più praticabile il controllo).
  • Tendenza manipolatoria. Le manipolazioni possono essere di vario tipo, dal prendersi cura alle manipolazioni puramente sessuali.
  • Intendere l’amore vero come sofferenza e dramma

Vie di fuga o soluzioni

La prima soluzione e la più praticata (la via semplice) consiste nel riversare tutte le energie su un’altra persona. Proprio come un tossicodipendente, quando viene meno la sostanza, senza l’amore dell’ex si precipita in uno spaventoso buco nero che risucchia verso il basso qualsiasi energia. Dopo questa fase, nello stesso istante in cui si recuperano delle energie queste vengono subito impiegate nella ricerca di un altro partner, di una persona al di fuori che possa dare valore e lo possa di nuovo fare risplendere. Inizia così un altro ciclo, un’altra relazione squilibrata, paradossale, distorta. La ruota continua a girare attaccata allo stesso fulcro, schiacciando e distruggendo, finché l’amato/a viene annullato da questo peso (dare costantemente valore a una persona che non riesce a darselo), qualcosa si rompe e fugge lontano ruggendo tra le fiamme della disperazione. Potenzialmente alcune persone restano bloccate in questo meccanismo per tutta la vita saltando da un compagno/a a un altro e ponendosi sempre la stessa domanda “che cosa ho sbagliato?”. Si convincono di essere sfortunati – “mi capitano sempre cattive persone”- ma al contempo sono sempre speranzosi che il principe azzurro o la bella addormentata si riveli un giorno, magicamente, davanti ai loro occhi.


Non puoi viaggiare su una strada senza essere tu stesso la strada.


Buddha

La seconda soluzione (la via ardua) implica un percorso tutto in salita. La crisi devastante e senza speranza può diventare un momento di grande crescita se serve a migliorare la consapevolezza e a spezzare le catene che vincolano a cicli infiniti. Il counseling con un percorso di crescita personale può essere sicuramente un valido supporto in questa delicata fase. La tentazione di cedere alla prima soluzione e trovare un’altra persona da cui dipendere è sempre molto forte ma con la giusta dose di motivazione pian piano arrivano anche i frutti meravigliosi di questa scelta: imparare ad accettarsi e amarsi, rafforzare la propria autostima, scoprire e valorizzare le proprie qualità, prendere le distanze dai vecchi modelli di comportamento. Solo alla fine di questo lungo viaggio, quando si riconquisterà l’accesso diretto al proprio valore non sarà più necessario dipendere dagli altri e si aprirà la possibilità di intraprendere nuove relazioni su un piano completamente diverso ed equilibrato.

I 5 passi

I 5 passi per tagliare definitivamente con una relazione finita

  1. Riconoscere di avere un problema

    Se ti senti coinvolta/o in una relazione del passato cerca capire se questo ti sta rovinando la vita.

  2. Richiedere aiuto

    Trovare degli amici con cui confidarsi e sfogarsi è un primo passo per ridurre lo stress e cominciare a recuperare energie.

  3. Eliminare ed evitare tutti i contatti con l’ex

    Per iniziare a disintossicarti può essere utile eliminare numeri di telefono, contatti social etc. ed evitare anche di chiedere notizie ad amici e parenti. Tutto ciò serve per iniziare a concentrarti su se stessa/o e non più sull’altro/a. 

  4. Iniziare un percorso di crescita personale

    Una guida esperta può esserti di aiuto per ritrovare le tue risorse e accompagnarti lungo il tuo personale viaggio. Il counselor non dà quindi soluzioni pronte ma il giusto sostegno per riattivare le tue energie: le soluzioni arriveranno poi spontaneamente da te.

  5. Continuare con determinazione il percorso

    Non arrendersi alle prime difficoltà e non cedere alla tentazione di gettarsi a capofitto in una nuova relazione (vedi prima soluzione) è fondamentale almeno fino a quando non si raggiunge un buon grado di consapevolezza e cominciano a fiorire i primi cambiamenti.

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